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Come pioggia abbondante...

Considerazioni pastorali sul Grest

Nel discorrere “ecclesiastico”, da cui talvolta non sono esenti nemmeno le nuove generazioni di preti, affiorano ancora sospetti e perplessità circa l’opportunità o meno di continuare ad impegnare le nostre parrocchie nell’esperienza del Grest estivo. Le righe che seguono, vorrebbero aiutare a mettere a fuoco una delle azioni pastorali che, come ufficio, ma anche come prassi diffusa nella nostra diocesi, ci interessano particolarmente. Nella speranza di dare al discorso qualche elemento in più, al fine di valutare insieme se, e in che misura, sia ancora sensato investire sul Grest.

Le obiezioni più frequenti
Potremmo raccogliere così le obiezioni più frequenti:
a) Alle parrocchie e al prete non competono compiti di “babysitteraggio”; ma il compito principale di una comunità cristiana è l’annuncio del vangelo;
b) Proprio per la collocazione temporale (il caldo estivo e il clima di vacanza) e la presenza multi- etnica e religiosa dei partecipanti, è molto difficile fare proposte “pastorali” cristiane;
c)
il calo - “scomparsa”  dei curati (notoriamente il motore del Grest) non consentono più una presenza a tempo pieno da parte del sacerdote, con la conseguente presunta diminuzione in qualità della proposta;
d)
altre agenzie del territorio (Comuni; società sportive; ecc.) propongono esperienze analoghe;
e) la riforma della scuola, con l’introduzione degli stage formativi, occupa gli adolescenti anche dopo la fine delle lezioni, spesso nei periodi del Grest. Per cui gli adolescenti – animatori non ci sono più.

L’indagine commissionata da ODL: i risultati

Alle obiezioni legittime, ci permettiamo di aggiungere qualche elemento di valutazione in più, nell’intento di offrire un quadro valutativo arricchito.
Sappiamo che l’ODL (Oratori delle Diocesi Lombarde) nel 2006, aveva commissionato un’indagine conoscitiva sui Grest parrocchiali della Lombardia, evidenziando limiti e “guadagni” pastorali di una tale proposta.
Al di là del significativo numero di adolescenti coinvolto  nell’esperienza dei Grest (le cifre raccolte dall’indagine parlano di circa 83.00 adolescenti), l’indagine faceva emergere quanto questi si lascino coinvolgere facilmente nell’esperienza del Grest estivo. Forse fanno più fatica a partecipare al cammino del gruppo dell’anno…”ma d’estate ricompaiono”!
L’indagine metteva infatti in luce che con questa proposta la comunità parrocchiale va incontro al loro desiderio di stare insieme, di vivere un’esperienza caratterizzata dalla gioia e dalla condivisione. Gli adolescenti si lasciano coinvolgere al Grest perché “ci sono gli altri”, “perché è bello e mi diverto”, “perché si sta insieme”. Certamente motivazioni legate al mondo delle sensazioni e delle emozioni, ma non per questo meno importanti da prendere in considerazione.
Il mondo adulto, invece, scopre come attraverso il servizio di animatore, l’adolescente inizia a vivere concretamente l’esperienza del prendersi cura dei più piccoli, vive rapporti diversificati e nuovi con il mondo adulto che gravita intorno al Grest, sperimenta alcune prime importanti assunzioni di responsabilità diretta nei compiti che gli vengono assegnati. Inoltre sappiamo come per molti adolescenti il tempo del Grest è occasione per ritornare a frequentare lo spazio dell’Oratorio (qualcuno poi riprende un cammino di gruppo) e lo “spazio di Dio” nella propria vita (la dimensione spirituale è infatti  centrale nella proposte Grest, anche se chiaramente, e sapientemente, misurata sul target).
Anche tra gli educatori che si occupano di adolescenti arrivano abbondanti conferme circa la bontà della proposta, che spesso risulta essere un’autentica alternativa alla strada e a fenomeni “devianti” che ultimamente sentiamo accadere anche nella nostra diocesi. Qualcuno osserva come la proposta del Grest estivo, naturalmente guidata da adulti-educatori, possa essere per molti adolescenti un’esperienza altamente educativa, dentro un contesto che i ragazzi abitano con facilità e sentono loro vicino per i linguaggi, le forme, le proposte e il bisogno di stare insieme.
L’indagine, ma anche l’esperienza personale, mette in luce infine come il Grest, per divenire significativo, abbia assolutamente bisogno di educatori formati capaci di lavorare anzitutto con gli adolescenti. Sono infatti loro, e non tanto i bambini, i primi destinatari della proposta estiva. Non a caso, l’ODL, oltre al materiale didattico del Grest, offre anche una sorta di libretto-manuale per gli adolescenti animatori, all’interno del quale si intuisce come tale esperienza, possa diventare un ottimo strumento educativo per diversi mesi (almeno da dopo Pasqua sino all’estate).

Conclusione

Circa la domanda iniziale speriamo di aver suggerito almeno una maggiore cautela nella risposta. Esperienza come questa, lo sappiamo bene, richiedono energie, passione, tempo e coraggio. Ma non sono questi gli atteggiamenti del cristiano? Prendendo a prestito una metafora ambientale, si potrebbe dire che il Grest ha i caratteri di una grande e abbondante pioggia risanante che stimola i semi a crescere, che fa spuntare le gemme, i fiori, le foglie. L’entusiasmo, le risorse, le forze, le motivazioni che caratterizzano il Grest, come una pioggia copiosa, bagna tutti e rende tutto più acceso e vivo.

Don Giampaolo